La Consulenza in Finanza aziendale, in questi anni molto difficili dal punto di vista finanziario per le imprese, risponde ad una inevitabile esigenza di ricevere un adeguato supporto nella gestione della pianificazione finanziaria e nei rapporti con le banche e può essere finalizzata ai seguenti interventi:

Analisi del fabbisogno finanziario Ricerca del finanziamento più idoneo al proprio fabbisogno Pianificazione finanziaria a breve e medio-lungo termine Assistenza per l’accesso a programmi di finanza agevolata attraverso bandi per agevolazioni, contributi e incentivi a livello regionale, nazionale ed europeo Consulenza e Assistenza per beneficiare delle norme vigenti in materia di credito di imposta.

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Quesiti relativi a Finanza aziendale

COSA SI INTENDE PER "ZES" E QUALI AGEVOLAZIONI PER LE IMPRESE PREVEDE?

Lo scorso 25 gennaio è stato pubblicato in gazzetta ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2018, il DPCM 25 gennaio 2018, n. 12 recante il regolamento per l’istituzione delle “Zone Economiche Speciali”

Come noto, infatti, il D.L. 20 giugno 2017 n. 91 (c.d. “Decreto Sud”), convertito nella L. 3 agosto 2017 n. 123, ha previsto importanti interventi per la crescita economica delle Regioni del Mezzogiorno. Uno di questi riguarda l’istituzione delle “Zone economiche speciali” (ZES), la cui disciplina è contenuta negli artt. 4 e 5 del citato decreto.

Al riguardo, si ricorda che per ZES si intende «una zona geograficamente delimitata e chiaramente identificata, situata entro i confini dello Stato, costituita anche da aree non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale, e che comprenda almeno un'area portuale» (avente le caratteristiche stabilite dal regolamento UE n. 1315 dell'11 dicembre 2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).

In linea di massima, quindi, la ZES è composta da territori quali porti, aree retro portuali, anche di carattere produttivo e aeroportuale, come definiti dalle norme vigenti, piattaforme logistiche e interporti. La ZES non può comprendere, invece, zone residenziali.

In ogni caso per ciascuna Regione l’area complessiva destinata alle ZES non può eccedere la superficie complessivamente indicata nell’Allegato 1 al DPCM 12/2018 (ad esempio per la Regione Puglia il valore massimo di superficie ZES è di 44,08 chilometri quadrati).

Il provvedimento attuativo stabilisce che le proposte di istituzione della ZES devono essere:

1. Presentate al Presidente del Consiglio dei Ministri dal Presidente della Regione o dai Presidenti delle Regioni interessate (sentiti i rispettivi sindaci), nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, secondo le forme stabilite dai rispettivi ordinamenti regionali;

2. Corredate del Piano di sviluppo strategico.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, una volta verificata la documentazione richiesta, sarà istituita la ZES.

Si precisa, inoltre, che la ZES ha una durata non inferiore a sette anni e non superiore a 14, prorogabile al massimo di altri sette anni su richiesta delle Regioni interessate ed è istituita da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Passando ora ad analizzare i benefici che riguardano tali Zone Economiche Speciali, questi sono individuati dall’art. 5 del D.L. 91/2017.
In particolare, quest’ultimo stabilisce che:

1. Per l'esercizio di attività economiche e imprenditoriali le aziende già operative e quelle che si insedieranno nella ZES possono beneficiare di speciali condizioni, in relazione alla natura incrementale degli investimenti e delle attività di sviluppo di impresa. Nello specifico, tali agevolazioni consistono:

  • In procedure semplificate, individuate anche a mezzo di protocolli e convenzioni tra le amministrazioni locali e statali interessate, e regimi procedimentali speciali, recanti accelerazione dei termini procedimentali ed adempimenti semplificati rispetto a procedure e regimi previsti dalla normativa regolamentare ordinariamente applicabile, sulla base di criteri derogatori e modalità individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, se nominato, previa delibera del Consiglio dei ministri;
  • Accesso alle infrastrutture esistenti e previste nel Piano di sviluppo strategico della ZES alle condizioni definite dal soggetto per l’amministrazione, e nel rispetto della normativa europea e delle norme vigenti in materia di sicurezza, nonché' delle disposizioni vigenti in materia di semplificazione previste dagli articoli 18 e 20 del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169.

2. In relazione agli investimenti effettuati nelle ZES, il credito d'imposta per il mezzogiorno, di cui all'articolo 1, commi 98 e ss., della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2020 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro.

Tuttavia, per il riconoscimento delle suddette agevolazioni le imprese beneficiarie sono tenute al rispetto di alcune condizioni:

  • Devono mantenere la loro attività nell’area ZES per almeno cinque anni dopo il completamento dell'investimento oggetto delle agevolazioni, pena la revoca dei benefici concessi e goduti;
  • Non devono essere in stato di liquidazione o di scioglimento.

Nell’ambito del DPCM vengono, infine, definiti i compiti del Comitato di indirizzo che, tra le altre cose, dovrà assicurare la verifica per ciascuna impresa dell’avvio del programma di attività economiche imprenditoriali o degli investimenti di natura incrementale e la relativa comunicazione all’Agenzia delle Entrate ai fini dell’ammissione alle agevolazioni di cui all’art. 5 del DL 91/2017.

Tanto premesso, è si evidenzia che, ad oggi, molte delle Regioni interessate si sono già attivate ai fini della presentazione delle proposte e dei relativi piani di sviluppo strategici per l’istituzione delle ZES nel proprio territorio; tuttavia, si resta in attesa del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che le istituisca ufficialmente. Solo in seguito, poi, si provvederà all’individuazione dettagliata delle reali procedure semplificate, dei regimi procedimentali speciali nonché delle altre agevolazione di cui potranno beneficiare le imprese.

Lo Studio Adriani rimane a disposizione per ogni eventuale ulteriore delucidazione, riservandosi la facoltà di aggiornamenti sulle eventuali novità e relativi adempimenti su tale argomento.
 

QUAL’E’ L'ITER DA SEGUIRE PER PRESENTARE LA DOMANDA PER IL VOUCHER DI DIGITALIZZAZIONE?

Il 24 ottobre 2017 è stato pubblicato da parte del Ministero dello Sviluppo Economico il regolamento del bando che stabilisce un intervento pari a 100.000.000,00 euro, ripartiti su base regionale, finalizzato a favorire la digitalizzazione dei processi aziendali, secondo quanto previsto nel DL 23 dicembre 2013 n. 145, c.d. Destinazione Italia.

Si tratta di una misura agevolativa rivolta alle micro, piccole e medie imprese che prevede un contributo, tramite concessione di un Voucher, di importo non superiore a 10.000,00 euro, finalizzato all'adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.

Più precisamente, il voucher è utilizzabile per l'acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che consentano di:

1.  Migliorare l'efficienza aziendale;

2.  Modernizzare l'organizzazione del lavoro, mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;

3.  Sviluppare soluzioni di e-commerce;

4.  Fruire della connettività a banda larga e ultra larga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;

5.  Realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Ai sensi dell’art. 3 del citato decreto 24 ottobre 2017, la concessione del voucher è, tuttavia, subordinata al possesso dei requisiti previsti dall’art. 5 del decreto 23 settembre 2014. Nello specifico, possono presentare domanda le imprese che:

1.  Si qualificano come micro, piccola o media impresa;

2.  Hanno sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale ed sono iscritte al Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;

3.  Non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;

4.  Non hanno ricevuto altri contributi pubblici per le spese oggetto della concessione del Voucher

5.  Non si trovano nella situazione di aver ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.

Non possono, invece, presentare domanda di agevolazione le imprese escluse dal campo di applicazione del Regolamento de minimis (art. 1 del Regolamento UE 18 dicembre 2013 n. 1407/2013). Si tratta, in particolare, delle imprese operanti nel settore della pesca, dell’acquacoltura e della produzione primaria dei prodotti agricoli, fermo restando che se tali imprese svolgono anche altre attività che rientrano nel campo di applicazione del citato Regolamento, per tali attività possono beneficiare dell’agevolazione a condizione che dispongano di un adeguato sistema di separazione delle attività o distinzione dei costi.

Le agevolazioni concesse alle imprese che operano nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli non possono in ogni caso prevedere che l’importo dell’aiuto sia fissato in base al prezzo o al quantitativo di tali prodotti acquistati da produttori primari o immessi sul mercato dalle imprese interessate o che l’aiuto sia subordinato al fatto di venire parzialmente o interamente trasferito a produttori primari.

Inoltre, l’agevolazione non può essere concessa per interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti nazionali rispetto ai prodotti di importazione ovvero per il sostegno ad attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri.

Per l’accesso alla procedura informatica è richiesto:

       1.  Il possesso della Carta nazionale dei servizi;

     2. Il possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e la sua registrazione nel Registro delle imprese.

Ai fini dell’ammissibilità della richiesta, è importante che le spese siano avviate successivamente alla prenotazione del voucher e che l'investimento complessivo sia ultimato non oltre sei mesi dalla pubblicazione, da parte del Ministero, del provvedimento cumulativo di prenotazione.

Si tenga presente che i pagamenti dovranno essere tutti perfettamente tracciabili oltre che gestiti attraverso un conto corrente dedicato; deve altresì essere indicata la causale «bene acquistato ai sensi del decreto Mise 23 settembre 2014».

Inoltre, è stato pubblicato anche il Decreto Direttoriale 14 marzo 2018, che apporta alcune modifiche all’iter amministrativo relativo all’assegnazione definitiva del Voucher e alla conseguente erogazione dell’agevolazione.

In particolare, si precisa che le spese devono essere necessariamente ultimate non oltre sei mesi dalla data di pubblicazione del provvedimento cumulativo di cui sopra, ossia entro e non oltre il 14 settembre 2018. Per data di ultimazione si intende la data dell’ultimo titolo di spesa ammissibile, ancorché pagato successivamente.

I pagamenti dei titoli di spesa devono, comunque, essere effettuati prima della presentazione della richiesta di erogazione.

Ai fini dell’assegnazione definitiva e della conseguente erogazione del Voucher, l’impresa iscritta nel provvedimento cumulativo di prenotazione è tenuta a presentare la richiesta di erogazione, esclusivamente tramite la procedura informatica. Le richieste di erogazione possono essere presentate a partire dal termine indicato nel decreto direttoriale del 29.32018, con il quale ha previsto che la richiesta di erogazione del voucher potrà essere presentata a partire dal  14.9.2018 ed entro 90 giorni dalla scadenza del termine di 6 mesi per l’ultimazione del progetto agevolato, ossia entro il 13.12.2018.

 Al solo fine di consentire i controlli previsti dalla normativa di riferimento, l’impresa è tenuta a trasmette unitamente alla domanda di erogazione la seguente documentazione:

-Documentazione di spesa: i titoli di spesa devono riportare la dicitura: «Spesa di euro ... dichiarata per l’erogazione del Voucher di cui al D.M. 23 settembre 2014»; a riguardo, si precisa che lo Studio Adriani, al fine di semplificare gli adempimenti posti a carico della società beneficiaria, metterà a disposizione un timbro da apporre sui titoli di spesa contenente la dicitura che trattasi di «Spesa dichiarata per l’erogazione del Voucher di cui al D.M. 23 settembre 2014»;

- Estratti del conto corrente dal quale risultino i pagamenti connessi alla realizzazione del progetto agevolato;

-Liberatorie sottoscritte dai fornitori dei beni e dei servizi acquisiti, con l’indicazione per i servizi di consulenza e per quelli di formazione degli ambiti di attività di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto 23 settembre 2014 a cui sono riferiti (in allegato);

-Resoconto sulla realizzazione del progetto (in allegato).

Il Ministero ricevuta la domanda di erogazione provvede a:

a) Verificare la completezza e la regolarità delle dichiarazioni rese dall’impresa ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà);

b) Accertare la vigenza e la regolarità contributiva dell’impresa beneficiaria, tramite l’acquisizione d’ufficio, ai sensi dell’articolo 44-bis del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, del documento unico di regolarità contributiva (DURC).

Entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta di erogazione il Ministero determinerà con proprio provvedimento l’importo del Voucher da erogare.

Le imprese che non presentano la richiesta di erogazione delle agevolazioni entro 90 giorni dalla scadenza del termine dei 6 mesi per l’ultimazione del progetto agevolato, decadono dalle agevolazioni e le relative risorse finanziarie rientrano nella disponibilità del Ministero.

Inoltre, al fine di consentire e favorire, in ogni fase del procedimento, controlli e ispezioni da parte del Ministero, l’impresa beneficiaria è tenuta a tenere a disposizione tutti i documenti giustificativi, relativi alle spese rendicontate, nei 10 anni successivi al completamento del progetto. Tali documenti giustificativi di spesa devono essere conservati sotto forma di originali o, in casi debitamente giustificati, sotto forma di copie autenticate, o su supporti per i dati comunemente accettati, comprese le versioni elettroniche di documenti originali o i documenti esistenti esclusivamente in versione elettronica che rispondano a standard di sicurezza accettati.

In aggiunta, la società è tenuta a garantire che sia mantenuto un sistema di contabilità separata o una codificazione contabile adeguata per tutte le operazioni relative all’intervento.

Pertanto, a tale scopo sarebbe opportuno che la società predisponga ad hoc dei conti di contabilità generale necessari per rilevare le operazioni relative alla digitalizzazione. In particolare, si consiglia di aprire appositi conti patrimoniali sia per la rilevazione del debito verso il fornitore (ad es. creando una nuova anagrafica “fornitore «x» per voucher D.M. 23.09.2014”) sia per la rilevazione dell’immobilizzazione acquisita che contenga sempre la dicitura “immobilizzazione «x» per voucher D.M. 23.09.2014”. Qualora, poi nel progetto siano state contemplate anche spese di consulenza specialistica o formazione, sarà necessario aprire un apposto conto economico, quale ad esempio, “spese di consulenza specialistica o di formazione qualificata per voucher D.M. 23.09.2014”.

Infine, si precisa che l’impresa beneficiaria è tenuta a comunicare al Ministero eventuali variazioni intervenute successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione conseguenti a operazioni societarie o a cessioni a qualsiasi titolo dell’attività. La comunicazione deve essere accompagnata da un’argomentata relazione illustrativa e deve essere trasmessa esclusivamente attraverso la procedura informatica

In sintesi dunque, come disposto dall’art. 6 del DM 24.10.2017, modificato dal DM 14.3.2018, l’impresa iscritta nell’elenco dei soggetti beneficiari deve presentare un’apposita richiesta di erogazione per ottenere l’assegnazione definitiva dell’agevolazione e la conseguente erogazione del voucher.

A tal riguardo, si rende noto che lo scorso 29 marzo il MISE ha pubblicato il decreto direttoriale 29.3.2018 per la fissazione del termine di presentazione della richiesta di erogazione del voucher, con il quale ha previsto tale richiesta possa essere presentata a partire dal 14.9.2018 ed entro 90 giorni dalla scadenza del termine di 6 mesi per l’ultimazione del progetto agevolato (14.9.2018), ossia entro il 13.12.2018.

 

 

 

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Circolari relative a Finanza aziendale


CIRCOLARE 19/2018: CREDITO IMPOSTA PER L'ACQUISTO DI BENI STRUMENTALI A FAVORE DEL MEZZOGIORNO

L'art. 1 co. 98 - 108 della L. 28.12.2015 n. 208 (modificato in sede di conversione in legge del DL 243/2016) disciplina un credito d'imposta rivolto alle imprese che, a decorrere dall'1.1.2016 e fino al 31.12.2019, acquistano beni strumentali nuovi facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle Regioni: Campania,

  • Puglia,
  • Basilicata,
  • Calabria,
  • Sicilia,
  • Molise,
  • Sardegna e
  • Abruzzo.

Di seguito si riepilogano gli aspetti salienti della disciplina del credito d’imposta per il mezzogiorno.

 

 

 

CIRCOLARE 25/2019: CREDITO D’IMPOSTA PER ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO (R&S) PER GLI ESERCIZI DAL 2015 AL 2020

Le imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo avranno la possibilità - per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020 - di ottenere un’agevolazione fiscale, sotto forma di credito d’imposta.

Il bonus è riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni aziendali, dalla forma giuridica, dal settore di attività e dal regime contabile adottato.

Il meccanismo di calcolo del credito d’imposta è di tipo incrementale: spetta sulle spese sostenute in ciascun periodo di imposta agevolato in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei 3 periodi imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 (quindi, con riferimento ad una media “fissa” relativa al 2012, 2013 e 2014 per i “solari”), ovvero dalla costituzione se questa è avvenuta da meno di tre anni.

La misura è dotata anche di un’elevata elasticità in termini di cumulabilità con altri aiuti e può, quindi, essere utilizzata per favorire l’acquisizione di nuovi macchinari o l’abbattimento dei costi su macchinari già in azienda.

 

Di seguito si riepiloga la disciplina del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (R&S) alla luce delle recenti novità introdotte dalla legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) che ha modificato la misura dell'agevolazione a decorrere dal 2019 e introdotto alcuni obblighi documentali già dal 2018.

CIRCOLARE 31/2019: REDAZIONE E FORMALITA’ RELATIVE ALL’APPROVAZIONE DEL BILANCIO AL 31.12.2018.

Per obbligo di legge la verifica dell’andamento della gestione aziendale deve essere effettuata al termine di ogni esercizio sociale, di regola di durata annuale, per essere documentata dal bilancio di esercizio.

Per la redazione del bilancio di esercizio relativo al 2018 si applicano, le modifiche apportate dal D.Lgs. 18.8.2015 n. 139 (c.d. “decreto bilanci”). L’art. 12 comma 3 del D.lgs. 139/2015 prevede che: “L'Organismo italiano di contabilità aggiorna i principi contabili nazionali di cui all'articolo 9?bis, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, sulla base delle disposizioni contenute nel presente decreto”. In questa prospettiva, l'Organismo italiano di contabilità (OIC) ha apportato emendamenti a alcuni principi contabili nazionali.

Gli ultimi emendamenti, che sono indicati in un unico documento pubblicato il 28 gennaio 2019 sul sito della Fondazione OIC, si applicheranno ai bilanci con esercizio avente inizio a partire dal 1° gennaio 2018 o da data successiva.

 

Qui di seguito si illustrano gli aspetti salienti relativi alla redazione del bilancio nonché le formalità civilistiche e fiscali che ne conseguono.

CIRCOLARE 35/2019 :CREDITO DI IMPOSTA PER INVESTIMENTI PUBBLICITARI PER L’ESERCIZIO 2019

Entro il prossimo 1° aprile, dal momento che il 31 marzo cade di domenica, dovrà essere presentata dai soggetti interessati la domanda telematica “prenotativa” per la fruizione del credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali da effettuare nel 2019 sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali possono beneficiare del credito d’imposta previsto dall’articolo 57 bis del Dl 50/2017, qualora gli investimenti in campagne pubblicitarie da effettuare nel 2019 superino almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel 2018.

Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, tenendo conto del limite massimo complessivo delle risorse di bilancio annualmente stanziate, che costituisce tetto di spesa. Il tetto è elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese, e start-up innovative, in via subordinata al perfezionamento, con esito positivo, della procedura di notifica alla Commissione europea, in pendenza della quale si applica il limite del 75 per cento.

 

 

CIRCOLARE 40/2018: CREDITO D’IMPOSTA PER ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO (R&S) PER GLI ESERCIZI DAL 2015 AL 2020

Le imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo avranno la possibilità - per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018,2019 e 2020 - di ottenere un’agevolazione fiscale, sotto forma di credito d’imposta.

Il bonus è riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni aziendali, dalla forma giuridica, dal settore di attività e dal regime contabile adottato.

Il meccanismo di calcolo del credito d’imposta è di tipo incrementale: spetta sulle spese sostenute in ciascun periodo di imposta agevolato in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei 3 periodi imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 (quindi, con riferimento ad una media “fissa” relativa al 2012, 2013 e 2014 per i “solari”), ovvero dalla costituzione se questa è avvenuta da meno di tre anni.

La misura è dotata anche di un’elevata elasticità in termini di cumulabilità con altri aiuti e può, quindi, essere utilizzata per favorire l’acquisizione di nuovi macchinari o l’abbattimento dei costi su macchinari già in azienda.

Di seguito si riepiloga la disciplina del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (R&S).

 
CIRCOLARE 53/2018: CREDITO DI IMPOSTA PER INVESTIMENTI PUBBLICITARI
Entrerà in vigore il prossimo 8 agosto il D.P.C.M. 90/2018 - “Regolamento recante le modalità ed i criteri per la concessione d'incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, in attuazione dell'articolo 57-bis, comma 1 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla
legge 21 giugno 2017, n. 96” -, che contiene le disposizioni applicative per l'attribuzione del relativo credito di imposta, con riferimento, in particolare:
  • ai soggetti beneficiari;
  • agli investimenti ammissibili e a quelli esclusi;
  • ai limiti e alle condizioni dell'agevolazione concedibile;
  • alla procedura e alle modalità di concessione idonee ad assicurare il rispetto del
  • limite massimo di spesa;
  • all'effettuazione dei controlli, alla determinazione dei casi di revoca del contributo
  • nonché alle procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito di imposta.
Le domande possono essere presentate a partire dal 22 settembre ed entro il 22 ottobre 2018 per via telematica mediante l’apposito modello approvato in data 31.7.2018 con Provvedimento Dipartimento per l‘Informazione e l‘Editoria.
CIRCOLARE N. 9/2018: CREDITO IMPOSTA PER L’ACQUISTO DI BENI STRUMENTALI A FAVORE DEL MEZZOGIORNO

La legge di Bilancio 2018 ha incrementato di 200 milioni per il 2018 e di 100 milioni per il 2019 le risorse destinate al finanziamento del Credito d’Imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali destinati strutture produttive nelle regioni del mezzogiorno, istituito dall’art. 1 co. 98-108 della L. 208/2015 per il periodo 1.1.2016 – 31.12.2019.
Inoltre, con il provvedimento 29.12.2017 n. 306414, l'Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di comunicazione per la fruizione del credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno di cui all'art. 1 co. 98 ss. della L. 208/2015, che ha sostituito dall'11.1.2018 quello approvato con il vecchio provvedimento 14.4.2017 n. 76099.
Le modifiche adeguano il modello alla nuova normativa europea.
Di seguito si riepiloga la disciplina del credito d’imposta in commento.